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INTERVISTA AD ALEPOP, PADRE DI NERELLA
Nerella è l'"antifighetta con le codine e gli occhi da furbetta" protagonista della grafica di Upload. E AlePOP, il suo inventore, è uno delle matite più accuminate del fumetto italiano. Artefice di numerose iniziative dedicate al fumetto atipico e all'arte sotterranea, cinquantenne, vive e lavora a Bassano del Grappa. Da quando, nel 1982, ha dato vita alla "Sgorbio Art", i suoi psichedelici "sgorbi" sono apparsi un po' ovunque, da Frigidaire a Rumore a Cuore, da Odeon Tv a VideoMusic a Mtv. Artista anarcoide e instancabile agitatore culturale (diverse sono le iniziative dedicate all'arte visiva sotterranea da lui curate sotto la sigla AgitKOM), oggi disegna mensilmente fumetti ed illustrazioni per il magazine La Repubblica XL. Tra sghembe considerazioni estetiche, finti magazine di cultura urbana, ricordi del triennio d'oro della new wave e consigli anti-forfora da vero rocker, ecco la nostra intervista.
Definisci la tua arte "Sgorbio Art". Di che si tratta?
E' pura parodia dell'arte e soprattutto un'anarcoide presa in giro di molti tromboncini che bazzicano l'ambiente. Ci ho aggiunto "idee zeero, contenuti meeno" come sunto filosofico per identificare meglio il nulla totale che inseguo.
La tua poetica non può certo definirsi comoda ed edificante, anzi sembra studiata appositamente per risultare scomoda, un dito ficcato nell'occhio del lettore... E' questo il tuo obiettivo? Perchè?
Mi auto sintetizzo così: ostico, caustico, polemico e policromatico. Ho scelto come motto "idee zeero, contenuti meeno" per dissacrare qualsiasi monumento sacro ed intoccabile. Sono un drop out da sempre e non mi riconosco in nessun diktat imposto dai cosiddetti comandanti. Ritengo che non vi sia nulla di immutabile a parte la dipartita definitiva. In attesa dell'evento, che spero arrivi il più tardi possibile, riempio fogli e file con segni sghembi e colori. Perdo il tempo così. Mi gingillo con gli scarabocchi.
La critica alla società italiana è pervasiva nelle tue strisce e non salva nessuno. Uno dei bersagli preferiti è la certamente televisione. Ma è la televisione in sè il problema? O è la televisione come viene fatta in Italia? O è l'Italia?
La programmazione televisiva, che spesso si vede nelle emittenti locali e nazionali, è pura droga e ognuno sceglie l'overdose che più l'aggrada. Io la guardo poco, preferisco di gran lunga lo streaming in web: lì mi guardo serie come Weeds, My name is Earl, Boris, ecc. PopyDak, il paperateo che ho inventato nel 1992, si sintonizza su TeleRinko e accetta di far morire i propri neuroni davanti al totem della religione catodica. Anche questo è un modo per sopravvivere alla noia. Utilizzare la tv come sonnifero per lui è salubre, lo stacca dal nefando "paese reality" e lo trasporta in sonno in avventure più interessanti e psichedelicate. PopyDak è ovviamente il mio alter ego. Personalmente, penso che gran parte dell'attuale televisione faccia un po' schifetto. Il mezzo ha insegnato negli anni '60, grazie al maestro Alberto Manzi, a leggere e a scrivere a molti italiani analfabeti. Oggi, invece, la "maestra" Maria De Filippi sta diffondendo l'analfabetismo in tutta la nazione. Il progresso avanza spedito, tra gli applausi della 'ggente. Deducete voi dove nasce il problema.
Raccontaci la storia di Nerella. Come è nata?
Nerella l'ho disegnata, per la prima volta, nel 2004 come personaggio base di una linea cartotecnica che un'azienda voleva produrre. Poi il titolare, vedendo le sue codine e gli occhietti da furbetta, ha deciso che era troppo strana e ha cassato il progetto. Allora ho deciso che Nerella avrebbe avuto una sua vita, in barba ad ogni restrizione creativa dettata da supposte necessità commerciali. Così pian piano si è sviluppata quella che ho definito sin da subito l'"antifighetta", perché mi ero stancato di tante bamboline in cerca di fasce e corone da miss qualcosa. Nerella è una ragazza indipendente, volubile, peperina, che pensa con la sua testa. Oggi compare nelle storielle di Popy Dak e assieme condividono visioni anarcoidi e soprattutto prive di ogni deviazione mistica. Chissà cosa mi combinerà in futuro. Sono molto contento che Nerella sia la testimonial di un contest come Upload, utile per diffondere vera musica e che dà realmente spazio alle nuove generazioni. Musicisti che ci mettono passione, in quello che propongono, non pupazzi da talent show. Colgo l'occasione per ringraziare il team di UpLoad, in modo particolare Claudio Andolfo e Laura Marongiu, che ha scelto un "rimbambeat" come me per rappresentare graficamente un festival "ggiovane" come il loro. Grazie anche a voi di Franz per l'opportunità datami.
Che ruolo ha la musica nella tua arte? Ti ispira nel lavoro?
La musica, dopo che per anni ho partecipato all'organizzazione di festival, djs set, concerti, la utilizzo solo come sottofondo quando sgorbio sui fogli o realizzo gli esecutivi al computer. Ho smesso da anni di seguire l'andamento del settore, non leggo più le riviste specializzate e tantomeno vado ai concerti. Il mio ultimo cd l'ho acquistato nel 2004, un remix dei Chemical Brothers. Adesso ascolto musica solo da alcune web radio. Non scarico pezzi, perché ci ho provato e lo trovo un po' palloso. Mi son fatto in iTunes delle playlist, tratte dai vari cd che possiedo, che sento a fasi alterne. La mia predilezione verte verso gruppi del triennio 1978-1981: il periodo della new wave. Bands come Cure, Devo, Soft Cell, Simple Minds, Echo and The Bunnymen, Talking Heads, Polyrock, Pere Ubu, Gaznevada, ecc. Poi amo molto la musica elettronica, ma non disdegno nessun genere. Non ho mai sopportato i fondamentalisti monocorde. A proposito di correlazione tra musica e sgorbi: dal 29 aprile al 1° maggio, all'interno del Napoli Comicon, una delle migliori manifestazioni europee dedicate al fumetto, verrà allestita una mia mostra personale intitolata "Fake Muzik Mag": esposizione che assembla più di trenta pagine di un finto magazine "ggiovane pei 'ggiovini", che si occupa di stili, suoni, culture urbane. E' un giornale posticcio, che ho realizzato accostando testi ed immagini, in cui canzono l'ambiente musicale. Il catalogo PDF sarà scaricabile gratis dal 1° maggio collegandosi al blog di AgitKom. La mostra, prodotta da AgitKOM, è realizzata in collaborazione con La Repubblica XL e il Napoli Comicon.
Quali sono i pezzi che in gioventù hai ascoltato mille volte e che ancora oggi sono nella tua playlist?
Quando ero pischello ho avuto un grande amore per il primo album dei Cure (Three Imaginary Boys, del 1979) e ancora oggi lo ascolto. Altri due brani che ogni tanto metto sono: "A Forest" (sempre dei Cure) e "Tainted Love" dei Soft Cell. E poi, quando sono un po' addombrato, non manca mai a palla "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, che ritengo un grande pezzo e soprattutto, scuotendo la testa come si vede nel video, serve a liberarsi dalla forfora senza lavarsi la chioma.
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alesgorbio.blogspot.com (in fase di ristrutturazione, sarà navigabile dal 1° maggio)
















