Upload on Tour - Südtirol
18 Marzo - Ore 21.00
Small Jackets & Ferbegy? + Upload bands
Zentis - Renon / Ritten (BZ)
La band romagnola Small Jackets è nata nel 2000 dall’incontro del batterista Danny “Savanas”, session man impegnato per diversi anni come batterista ufficiale nei progetti discografici dell’eclettico Paul Chain e da Lu. Silver batterista-cantante nel gruppo garage Thee Hairy Fairies, qui voce e chitarra ritmica. Nel 2003 esce “Tell Me Baby per” per la compilation IDBOX.IT inserendoli assieme ai più importanti nomi della scena indipendente italiana quali Afterhours, Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Julie’s Haircut and Perturbazione. Nel marzo 2004 l’uscita di “Play At High Level”, primo disco ufficiale della band, viene accolto con molto calore ed ottime recensioni (rumore, mucchio selvaggio, Rocksound, All Music, Rockstar, Music Iava, Stonerrock, ecc) ed è decretato “prima scelta” su rockit muovendo diverso interesse sui quattro da parte di pubblico e critici musicali. Da allora è iniziata un’incessante attività live, proponendo infuocati e memorabili live show, inseriscono il giovane e fantasioso chitarrista Eddy Current e dividendo il palco con importanti band della scena rock n roll internazionale come The Hellacopters, Motorhead, The Lord of Altamonts, Black Rebel Motorcycle Club, Harcore Superstars, Dollhouse, Division of Laura Lee, Adolescent, White Flag e tanti altri. Nel 2006 esce Walking The Boogie”, secondo album della band, dove Nick Royale e Robert, cantanti e chitarristi degli Hellacopters hanno registrato ed inciso gli assoli in “Forever Night”. Nel 2009 è uscito il nuovo album deli Small Jackets “Cheap Tequila”, prodotto in Svezia da Chip K (Sator) ed Henryk Lipp, stessa coppia di produttori/ingegneri del suono che hanno creato il sound e lavorato in studio con The Hellacopters, The Nomads, Sator, Millencolin. Fra i diversi ospiti del disco, vi è la presenza del cantante dei Silvertide Walt Lafty, band americana che non ha bisogno di grosse presentazioni, estimatore degli Small Jackets con cui hanno avuto il piacere di registrare insieme una parte.
I Ferbegy?, promettenti giovani bolzanini ormai abbonati al palco di Upload, vincitori dell’edizione 2010, tornano in veste di “senior band” a esibirsi nuovamente nel festival di casa con suoni energici tipicamente rock accompagnati da una voce carica di colore e forza espressiva. Il gruppo nasce nel 2007 come cover band e palestra di inediti fuori da ogni schematizzazione, ma è nel 2008 che i Ferbegy? iniziano a proporsi in modo convincente. Il loro è un lavoro di rielaborazione del sound anni’70 in chiave moderna, attraverso l’interpretazione di canzoni che hanno scritto la storia del rock. Comincia anche un’attività di produzione di brani inediti che passa attraverso le partecipazioni ai festival “Emergency”, “Rock Funky” e “Explosion Festival”. Un lavoro convincente visto che in meno di due anni arrivano le finali dell’Italia Wave, “aprono” ai “Malfunk” e “Phidge” e si piazzano al secondo posto di Upload 2009. Anna Mongelli alla voce, Dario Mongelli alla chitarra, Mirko Giocondo al basso e Thiago Accarrino alla batteria: questa la formazione attuale che, al di là dei concorsi, è molto presente nel panorama locale. I Ferbegy?, infatti li trovi protagonisti dello “School’s out” come nelle più normali serate dei vari locali della città. Il loro nome, piuttosto curioso, deriva da una storpiatura del tedesco “Verstehen Sie?” (Capisce?) pronunciato dal responsabile pakistano di un call-center dove lavorava Mongelli...
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25 Marzo - Ore 21.00
Kid Kombo & Sikgirl Burlesque Show + Upload bands
Club Max - Bressanone / Brixen (BZ)
The Legendary Sick Show è il nome con cui si può chiamare l'iper-eccitante, stilosissimo ed (auto)ironico spettacolo che, i The Legendary Kid Combo con la complicità delle ormai celebri Sick Girl Burlesque Show, verrà presentato in esclusiva al Club Max di Bressanone come “senior band” per l’appuntamento live dell’Upload on Tour 2011, concorso per nuovi talenti musicali ormai giunto alla sua IV edizione del 25 marzo.
Sul modello del Vaudeville di fine 800 e del Burlesque degli anni ‘40 e ‘50, mischiando in una combinazione esplosiva cabaret, circo, erotismo e Rock n Roll baricentro dello Show saranno gli irresistibili strip “Old Style” delle ragazze che, su basi musicali di Exotica, Dirty Jazz e Wild Rock'n'Roll si produrranno in travolgenti mini gag dove erotismo e umorismo si doseranno equamente, secondo gli stilemi del neo-Burlesque che stà letteralmente impazzando in ogni angolo del globo come quello della superstar Dita Von Teese. Ad accompagnare le nostre starlettes in costume dai nomi evocativi come Sissi Furga, Giulia Rouge, Bloody Mary e Mopsy LoveJoy penseranno i fa-vo-lo-si Legendary Kid Combo, geniale accolita di invasatissimi predicatori da Far-West che con il loro alcolico e deragliante Country-Folk Cock-a-billy da Saloon renderanno l'atmosfera ancora più torrida e rovente. Don Bat, voce e chitarra elettrica; Lucky Luke, voce e chitarra acustica; Big Boss contrabbasso e cori, El Sentenza al banjo ed infine...Dr.Cyclops alla batteria e cori. Questi cinque ragazzi strapazzeranno e tortureranno il country ed il classic rockabilly western fino a farlo strillare. Del fenomeno Sick Girl si è parlato davvero ovunque, con ampissimo spazio su quotidiani e riviste ed in trasmissioni televisive anche importanti!
Il fenomeno si é espanso a tal punto che le Sick Girl avranno a brevissimo ben due format televisivi dedicati, su Rai e MTV.
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15 Aprile - Ore 21.00
Hellfish + Upload bands
Carterhouse - Salorno / Salurn (BZ)
Hellfish (infernalis charcharodon) è una creatura vivente, un leggendario mammifero, feroce predatore sott'acqua per lo più nella zona hadal (abissi) degli oceani, conosciuto prima dell’era dei dinosauri, con l’incredibile capacità di respirare fuori dall’acqua. Inoltre è probabilmente la ragione principale per la maggior parte delle catastrofi naturali che in realtà mira a distruggere l'intera popolazione mondiale. Gli Hellfish è come dice il loro nome una band infernale, indistruttibile, anche se a volte potrebbe non sembrare per via di qualche problema che la combo di Salorno ha dovuto risolvere all’interno dello stesso gruppo. Il cantante per motivi di studio è emigrato all’estero e il chitarrista Georgy DeVille si è dovuto improvvisare vocal, peraltro con notevoli risultati. Poi è la volta del batterista Slim Zim che abbandona per motivi personali e la band per cause contingenti si trasforma in un duo con chitarra e basso ma con lo stesso vigore di sempre. Un bagliore di luce lo emana un simpatico austriaco di nome Jacob Sparrow che riporta i tamburi e le percussioni, e il gruppo ricomincia a rockeggiare con rinnovato e mai sopito entusiasmo. Stilisticamente gli Hellfish sono una band di classica formazione tridimensionale con vocazione al psychobilly,
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16 Aprile - Ore 21.00
Club 99 + Upload bands
Freiraum - Silandro / Schlanders (BZ)
Sesto appuntamento e location del tour sarà il Freiraum di Silandro in data 16 aprile 2011 con l’orchestra spettacolo Club99. Come si può facilmente intuire dal nome, Club99, la band è stata fondata nel 1999 da un gruppo di giovani musicisti bolzanini con l’intento di fare spettacolo energetico dal vivo e con la loro musica invitare tutti a ballare. Ben presto la band si è esibita nel loro primo live-show riscuotendo notevole successo e sull’onda di quella performance ha ottenuto gratificanti consensi e notorietà nel panorama musicale altoatesino. Negli anni seguenti il Club99 ha esportato la propria musica al di fuori della regione esibendosi in numerosi concerti in Italia e al di fuori dei confini. Fino a questo punto hanno partecipato a 180 concerti in Italia, Austria, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria e Francia, condividendo il palco con band del calibro di The Slackers, Mr Review, Mark Foggo, Fermin Muguruza, Skaos, Donots, Meganoidi, Persiana Jones, Arpioni e altri ancora divertendosi e facendo divertire. La band è composta dal vocalist Manuel Sicchirollo, dal bassista Christian Callice, dal batterista Patrick Prasch, dal chitarrista Paul Hilber, dal sax tenore Andreas Ortler, dal trombettista Christian Eccli e dal trombonista Lukas Tait .
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30 Aprile - Ore 21.00
The Setup & Old Hate + Upload bands
UFO - Brunico / Bruneck (BZ)
Questi cinque scalmanati hanno realizzato dal 2004, tra ep, mini cd e full-lenght qualcosa come sette uscite. Questo “Torchbearer” segue di pochi mesi il buon ep “Crawl & Reign” attraverso il quale la band ha teso a sottolineare il cambio in line up. L'ex singer Dries Oleman ha infatti ceduto il suo posto alla nuova voce, Kris Deweerdt. E' con tale nuova formazione che i The Setup hanno intrapreso il cammino dal 2009. Al di là del cambio, il DNA della band è rimasto il medesimo, e i nostri non ne vogliono sapere di allontanarsi dall'intransigenza hardcore, anzi sono orgogliosi della propria fede e non fanno niente per nasconderla. Così come appariva genuino l'ep di pochi mesi orsono, tanto appare diretto questo nuovo full-lenght, “Torchbearer”. Le prime impressioni riguardano la produzione dell'album e le leggere divergenze rispetto a “Crawl & Reign”. I suoni sembrano decisamente più curati, soprattutto per quanto riguarda le chitarre, taglienti come sempre, ma anche più pompate. Questa peculiarità si sposa bene alla ruvidezza del cantato, aggressivo e diretto come nel precedente ep. L'insieme però suona complessivamente più adeguato in questo nuovo album, quindi maggiormente riuscito. Dalla titletrack iniziale si intuisce che i cinque perseverano nel loro percorso, senza se e senza ma. Un continuo di urla e cori, di rabbia e sudore nascosti nei suoni, un tutto fatto di break, ripartenze e mosh. Questo è presente in “Torchbearer” e questo è il presente, il passato e forse il futuro per i The Setup. Del resto se tale modus operandi li ha portati a godere di una discreta fama in madre patria e nei confini prossimi, le ragioni per continuare ci sono tutte. Il proprio lavoro lo fanno bene, e si vede lontano miglia che questi ragazzi sono cresciuti con queste sonorità, con la voglia di farle proprie e trasmetterle. E' con quella stessa voglia che i The Setup suonano dovunque in Europa, e con la propria attitudine totalmente hardcore cercano di farsi conoscere direttamente, in sede live, perché è quella la sede naturale, l'humus in cui cresce e si propaga questo particolare genere. Per tale motivo non è presente un track by track. Raccontare un disco hardcore, salvo eccezioni, non può caratterizzare molte righe, soprattutto se dettagliate. L'hardcore è attitudine e impatto, ed un album di questo tipo deve essere una anticipazione di quel che si "subirà" dal vivo. Tornando nello specifico dei contenuti, si può dire con certezza che questi belgi tendenzialmente nevrastenici, abbiano realizzato un buon disco. Un prodotto di settore, certo, ma che ha in dote l'onestà intellettuale, la spontaneità di una band che cerca di ritagliarsi una propria fetta, magari piccola ma solida, in un settore sempre più inflazionato. Un ambito in cui tutto è stato detto e prodotto, e che nonostante questo gode ancora di notevolissimo seguito in tutto il mondo. La band belga a tratti prova perfino a delineare linee formalmente diverse dall'old school, e forse, puntando di più su quelle variazioni, riuscirebbe a fare il passo definitivo. Non a caso quando si nota un certo discostarsi dai canoni consueti si evince quel qualcosa in più che il gruppo riesce a dare, anche perché la tecnica di base non manca, anzi è superiore alla media. Avendo precisato tutto questo, e sottolineando che “Torchbearer” può captare sia i gusti degli estimatori dell'old school quanto le preferenze di chi non si fa spaventare dall'hardcore più moderno (da non confondere col metal/core), non rimane che dare un'opportunità a questa band e andarla a gustare. Dall' Alto Adige, precisamente da Brunico, ecco il primo album ufficiale degli Old Hate. Già il nome della band e il titolo in copertina la dicono lunga sul contenuto dell'album, trattasi infatti di puro e semplice "accacì". Poco conosciuti sul territorio italiano, i 4 hardcorer altoatesini godono invece di una certa stima oltre confine, terreno decisamente più fertile del nostro per coloro che ancora si cimentano con l'old school ignorando i trend del momento. Dopo l'esordio autoprodotto intitolato "We Are" di qualche anno fa, la band desta l'interesse dell'austriaca Burnside, per nulla nuova a produzioni di questo genere (Permament Style, Punchline, ecc.), e ci regala un full-length di 14 pezzi dalla base ritmica grezza ma potente e lineare su cui si innestano riff di chitarra semplici e granitici ed un growl coriaceo e malsano. Che dire dei testi... ragazze, amicizie e un po' tutto ciò che può riguardare la vita di un tuffguy col petto tatuato e la canotta dei Madball! Un album tutto sommato niente male ma consigliato esclusivamente a chi ancora mastica queste sonorità ormai e purtroppo sulla via del tramonto...
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